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Diabesità e prospettive terapeutiche protagoniste ai Martedì dell’Ordine in occasione dell’Obesity Week

Nell’ambito del ciclo “I Martedì dell’Ordine”, il 21 ottobre 2025 si è tenuta una serata dedicata al tema “Diabesità: dall’intervento sullo stile di vita alle nuove prospettive terapeutiche”. L’iniziativa è stata inserita all’interno della Settimana per la prevenzione dell’Obesità e per un corretto stile di vita (Obesity Week), arrivata alla XVIII edizione.

L’iniziativa, svoltasi nella Sala Convegni della sede dell’Ordine dei Medici di Parma, ha messo al centro del dibattito l’importanza della diabesità e delle prospettive terapeutiche, toccando vari aspetti, dai miti ed errori più comuni in tema di alimentazione fino ad arrivare alle terapie, con i GLP 1 AR e i GLP1 GIP dual agonist e oltre. Il problema obesità, sia per l’aspetto sanitario sia economico-sociale, tende ad aggravarsi: nel 2023, nell’intera popolazione italiana il numero di soggetti sovrappeso o obeso (dati Istat) tra 3 e 17 anni era di 26,7%. L’Oms ha lanciato nel 2000 l’allarme “Globesità” per gli alti tassi di crescita di questo problema, e per le proiezioni che stimano una diffusione che raggiungerà il 70% della popolazione entro il 2030.

L’obesità è una malattia cronica, progressiva e recidivante, associata ad oltre 200 complicazioni, spesso accompagnata da sottovalutazione e da stigma e colpevolizzazione verso chi ne soffre. L’eccesso di peso è influenzato da molti fattori: genetica, microbioma intestinale, sonno scarso, determinati farmaci, lo stress, il cibo salutare a prezzi accessibili e l’accesso all’assistenza sanitaria. Appare quindi chiaro che le modifiche dello stile di vita non sempre sono sufficienti a produrre risultati duraturi che migliorino la salute nel lungo termine. Una delle raccomandazioni decisive per contrastare la problematica è ridurre il consumo di zuccheri aggiunti o liberi a 25g/die e limitare le bevande zuccherate a meno di una ogni sette giorni.

Con la legge Pella l’obesità è stata dichiarata malattia cronica e progressiva, che ha bisogno di cure, soprattutto dal punto di vista farmacologico. Le suddette cure sono molto costose, mentre il numero di pazienti obesi resta alto e continua ad aumentare nel tempo. Parma da questo punto di vista può definirsi un’eccellenza: è stata la prima città con un Ospedale universitario che si è fornito di un centro per l’obesità, cioè un nucleo in cui viene curato esclusivamente il paziente obeso, avendo intuito già per tempo che questa problematica non era un mero fatto collaterale, da considerare nell’ambito di altre patologie o semplicemente un fattore estetico, bensì un tassello cruciale dal punto di vista della salute della persona.

Ha aperto la serata Gian Paolo Ceda, Professore Ordinario di Medicina Interna – Responsabile Commissione Formazione e Aggiornamento OMCeO Parma, che ha portato i saluti di tutto l’Ordine e ha presentato l’importante iniziativa.

 I relatori della serata sono stati:

  • Leone Arsenio – Direttore Scientifico di “Progress in Nutrition”, Giornale Italiano del Metabolismo e della Nutrizione.
  • Federico Cioni – Medico Consulente SSD Trattamento intensivo del diabete e delle sue complicanze, Azienda Ospedaliero Universitaria di Parma.

Hanno portato preziosi contributi anche Maria Grazia Magotti, Medico Responsabile SUO Trattamento intensivo del diabete e delle sue complicanze dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria (moderatrice dell’incontro), insieme a Giorgio Fiorini, Medico di Medicina Generale e discussant dell’evento.

L’evento è stato organizzato col supporto della Sezione di Parma della FEDER.S.P.eV.

 

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