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Successo di pubblico e importanti riflessioni nel Convegno Omceo di Parma ed Enpam. Muzzetto: “La telemedicina non deve bypassare il lato umano dell’assistenza”

Nella Sala convegni dell’Ordine dei Medici di Parma, in via Po 134, ha avuto luogo il Convegno intitolato “LA GESTIONE DELLE RISORSE E LO SVILUPPO PROFESSIONALE AL TEMPO DELLE MACCHINE “AGENTI” – Dal consolidamento dei dati allo sviluppo dell’intera categoria medica”, valido per 6 crediti ECM, un’ importante iniziativa organizzata dall’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Parma insieme ad ENPAM. Una mattinata ricca di riflessioni, un tuffo nell’Universo della Previdenza e dell’intelligenza Artificiale in medicina, grazie agli interventi di relatori di alto prestigio e alla presenza di un pubblico attento e numeroso. L’iniziativa è stata impreziosita dalla presenza delle postazioni di consulenza ENPAM.

Il mondo è sempre più caratterizzato da forti disuguaglianze, anche in ambito sanitario, disparità inflazionata dalla numerosità degli Ordini, anche dove non strettamente necessario, o almeno questa è l’opinione di tanti cittadini e di diversi economisti. Da tanti anni ormai uno dei grandi obiettivi dell’Ordine dei Medici di Parma è quello di ripristinare la cosiddetta Famiglia Medica, lontana dalla differenziazioni delle professioni, in particolare nell’epoca in cui l’Intelligenza Artificiale sta diventando sempre più presente, rischiando così, ad esempio, di fare utilizzare a figure terze, non sanitarie, strumenti che dovrebbero rimanere di sola pertinenza medica. Se quindi da un lato la situazione odierna richiederebbe una previdenza che possa essere riconoscente dei ruoli, delle funzioni, delle competenze e delle responsabilità che ciascun medico ha nell’esercizio della professione, dall’altro lato invece si delinea una considerazione remunerativa delle singole discipline trasformatasi in motivi di tensioni intercategoriali, un dato certamente non positivo sotto il profilo della gestione economica della Salute. Un’univocità Previdenziale all’interno del mondo medico è dunque possibile? In quale tipo di economia si troverà la società dei prossimi anni? Ragionare in merito a questi temi fondamentali ed urgenti è d’obbligo, per trovare risposte e soluzioni, ed è quello che l’Ordine dei Medici di Parma ha provato a fare all’interno di un’iniziativa ricca di spunti.

L’evidente trasformazione in sanità dovuta ai mezzi evoluti IA dipendenti, e a essa correlati, ci mette nella situazione di valutare l’eterno dilemma: se essi, in qualche modo, possano sostituire il sapiens. Negli ultimi due anni si è passati dalla visione della IA non umana a quella umanizzata, o, para-umana, come più correttamente andrebbe descritta e denominata. Il punto è che in un mondo sempre più permeato dall’IA agente, è bene che il lato umano resti vivo: il software artificiale algoritmico, infatti, non può formulare un ragionamento umano e per questo non può e non deve sostituirsi all’umano. Abbiamo ormai raggiunto una IA definita come Agente, una tipologia di intelligenza artificiale che vuole ammiccare, avvicinarsi alla funzione connettiva neurale umana, ma che umana non è, essendo frutto di programmazione materiale di dati connessi e gestiti in “forma logica” – ha sottolineato Il Presidente dell’Omceo di Parma, Pierantonio Muzzetto -. Ecco perché la telemedicina deve essere usata con discernimento e non deve assolutamente bypassare il lato umano dell’assistenza, soprattutto laddove si sono promossi progetti di sanità virtuale IA dipendenti e di robotizzazione avanzata. Esempio emblematico ed espressione concreta di ciò che ho appena descritto è quello che è accaduto nell’Università di Tsinghua di Pechino con l’Agent Hospital e l’Agent Doctor, vere e proprie espressioni virtuali dell’ospedale e del medico. La situazione è preoccupante: un connubio uomo-macchina composto da una scarsa percentuale di persona umana, in una pericolosa virtualizzazione di tutti i processi. L’IA è risorsa importante e preziosa se utilizzata come di ausilio alla professione e non surroga professionale in mani altrui. La vigilanza umana e del medico deve restare massima. Cosa succederebbe, dunque, alla medicina senza il buon dottore? Una domanda che è di per sé un risposta, un monito e una responsabilità al tempo delle macchine erroneamente ed autonomamente pensanti. Un giorno, magari, dovremo pensare a quanto si è perso e pentirsi per non averlo preservato e non avere avuto la lucidità di dare adeguata attenzione al suo valore umano e professionale. Pensando ad usare quel pulsante, previdentemente previsto, che stacchi la macchina, la quale, pur stupidamente, è programmata a proseguire all’infinito il processo che diverrebbe incontrollabile“.

 

 

 

 

 

 

È un momento di grande confusione sotto il profilo geopolitico e anche dal punto di vista ego-politico, con situazioni difficilmente decifrabili. Noi, come Fondazione, abbiamo invece una situazione di accettabile equilibrio. Presenteremo il bilancio il 24 aprile prossimo e sarà un bilancio positivo dove, tuttavia, si cominciano a vedere dei segnali che dobbiamo saper cogliere. Il primo dato da decifrare con cura è che paghiamo previdenzialmente pletora e incassiamo da una penuria settoriale relativa. Dovremo quindi concentrarci, senza modificare i parametri classici della previdenza (ovvero l’aumento dei contributi, la riduzione delle prestazioni, il ritardo dell’età pensionabile), sulle modalità con cui aumentare il flusso contributivo, ovvero sul come garantirci dei calcoli di sostenibilità prospettica nel tempo in una misura più completa, anche rispetto all’attuale – ha evidenziato Alberto Oliveti, Presidente Nazionale Enpam -. Non solo, occorrerà capire come poter cogliere quelle che sono le esigenze lavorative dei professionisti perché non c’è buona previdenza se non c’è buon lavoro professionale sottostante. Ovviamente questo si collega anche all’impatto della cosiddetta intelligenza artificiale agentica, che noi vorremmo fosse un potenziale amplificatore, quindi un’intelligenza aumentata e non invece un potenziale sostituto dell’attività professionale. I fondamenti di una buona professione sono infatti le competenze tecniche, la capacità del ragionamento clinico e la capacità di avere una relazione empatica con le persone che necessitano di cure”.

Claudio Lucia, Presidente Omceo Asti, ha moderato:

  • la prima sessione della mattinata, intitolata “Lo stato dell’arte e le prospettive (Aspetti politici, economici e tecnici)”, insieme al Presidente Muzzetto.
  • la seconda sessione dell’evento, in questo caso insieme al Presidente Oliveti, incentrata sugli aspetti tecnici ed etici dell’innovazione e della softwerizzazione della professione medica.

Ci tengo a parlarvi della sostenibilità di lungo periodo della Fondazione, della sua solvibilità e quindi della sua solidità. Siamo in un momento in cui c’è una transizione demografica molto importante, con coorti di pensionati molto numerose e contemporaneamente non abbiamo una grande numerosità in entrata, nonostante ci sia stato un ampliamento del numero degli studenti di medicina ma gli effetti di questa apertura si vedranno solo nel corso degli anni. Enpam ha promosso diverse iniziative nel corso degli anni, proprio in vista di questa gobba demografica. – ha affermato Vittorio Pulci, Direttore Generale Enpam -. Si è trattato sia di una serie di interventi volti a migliorare il rapporto contributi-prestazione, sia di alcuni interventi volti ad ampliare la platea dei professionisti, e anche una serie di manovre finalizzate a garantire una maggiore tenuta del patto generazionale fra i giovani egli anziani. In questo senso, in particolare, abbiamo promosso tanti interventi nel welfare per andare incontro ai nostri iscritti, non solo nel momento di necessità, morte, malattia, invalidità ma anche durante la propria vita attiva, cercando di essere un Ente che sta accanto al professionista non solo nei momenti di difficoltà ma anche per crescere nella sua professione. Per la parte di sostenibilità finanziaria abbiamo strutturato il nostro patrimonio in due portafogli in un’ottica liability driven investment. Con questa terminologia ci riferiamo a quegli investimenti guidati dalle passività, in maniera tale che quando avremo degli eccessi di prestazioni rispetto ai contributi, avremo comunque una solvibilità garantita dal portafoglio di copertura“.

La centralità dell’innovazione all’interno del comparto sanitario è un percorso evolutivo inevitabile che sta profondamente trasformando il modo con cui la medicina individua, tratta e cura una malattia, grazie soprattutto all’evoluzione tecnologica digitale che in questo momento sta dando degli strumenti particolarmente evoluti e avanzati per definire un nuovo approccio ai percorsi di assistenza e cura – ha spiegato Luca Cinquepalmi, Direttore Settore Futuro e Innovazione e Vicedirettore Enpam – . Con la transizione digitale stiamo assistendo ad un cambio di paradigma ma anche di significato: la tecnologia non è più solo uno strumento che potenzia la capacità operativa del professionista. Siamo dinnanzi a strumentazioni che consentono di cambiare l’approccio al trattamento della patologia, passando da un approccio reattivo ad un approccio proattivo, oggi il focus si sposta dal curare una malattia al prendersi cura della salute delle persone, adottando quindi un approccio predittivo, preventivo al percorso di salute e benessere. Come Fondazione abbiamo lanciato, dal 2021, un portale di formazione e informazione per il mondo medico e odontoiatrico, la Piattaforma Formativa denominata Tech2Doc, funzionale proprio ad accompagnare i professionisti in questo percorso di transizione verso una nuova forma di sanità, quella digitale. I professionisti devono necessariamente acquisire, e il prima possibile, queste nuove competenze, il loro upskilling e deskilling deve quindi essere urgentemente perseguito“.

Non sempre si parla a ragion veduta dell’ENPAM, anzi spesso lo si critica senza conoscerlo. Parliamo di un Ente italiano che, oltre alla Previdenza, garantisce ai colleghi un livello di assistenza notevole, con interventi in caso di necessità per problemi di salute, ma anche, per esempio, problematiche legate a catastrofi naturali come terremoti o allagamenti – queste sono state le parole di Luigi Mario Daleffe, Vicepresidente Enpam -. La Fondazione svolge un ruolo di assistenza anche con i mutui per la casa, il prestito d’onore, il sostegno allo studio per i giovani e quello per la neonatalità, ovvero l’ENPAM sostiene i colleghi che hanno dei figli e hanno bisogno di un aiuto. Conoscere nel dettaglio quello che facciamo piò essere utile per non sottovalutarci ed anzi, chiederci supporto“.

La telemedicina è un potente strumento che può aiutare il professionista e assicura anche una buona assistenza, deve tuttavia essere usata correttamente, e tenendo conto costantemente delle regole e a dei principi deontologici che riguardano la giustizia, la beneficialità, l’autonomia e la non maleficità. Questi valori devono restare alla base, in un rapporto costante con il paziente, facendo sì che quest’ultimo capisca ogni passaggio, in modo che il contatto umano e la relazione con il suo corpo non venga meno – ha dichiarato Marco Ioppi, Presidente CAM Omceo Trento -. In parole povere: che la telemedicina non venga usata in sostituzione della visita medica. Il medico deve essere responsabile di tutti gli step di cura, evitando di affidare alla telemedicina una modalità di assistenza abituale. È soprattutto importante che il medico sappia conoscere questo strumento, lo sappia applicare bene e che anzi, lo sappia sfruttare come un’opportunità per rilanciare la centralità del proprio ruolo e la centralità della relazione con il paziente“.

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