AGGIORNAMENTO DA PARTE DEL MINISTERO DELLA SALUTE – Focolaio di hantavirus tipo Andes a bordo della nave da crociera MV Hondius: aggiornamento della situazione e indicazioni di sanità pubblica.
Il Ministero della salute continuerà a monitorare costantemente l’evoluzione del quadro epidemiologico internazionale, in raccordo con gli organismi nazionali, europei e internazionali competenti, riservandosi di emanare ulteriori indicazioni o misure di sanità pubblica, anche su specifici aspetti operativi, sulla base dell’evoluzione dello scenario epidemiologico e delle evidenze tecnico-scientifiche progressivamente disponibili.
ALLEGATO: Circolare Hantavirus Regioni
-Misure raccomandate-
Quarantena fiduciaria per sei settimane (utilizzare una stanza propria, mantenere una distanza di almeno due metri dai membri della famiglia, non utilizzare le stesse stoviglie, aprire le finestre per garantire la ventilazione) – è possibile uscire per preservare la salute mentale e il benessere indossando una mascherina medica/chirurgica resistente ai liquidi ed evitando gli assembramenti.
-Non utilizzare i mezzi di trasporto pubblico né i voli commerciali per il rimpatrio.
-Nei mezzi di trasporto organizzati a tale scopo, devono indossare una mascherina medica/chirurgica resistente ai fluidi e avere un posto libero intorno a sé in ogni direzione.
-Monitoraggio quotidiano dei sintomi da parte dell’autorità sanitaria pubblica nel luogo di residenza permanente per il follow-up della salute fisica e mentale, fino a 42 giorni (sei settimane) dall’ ultima esposizione.
-In caso di comparsa di sintomi, mantenere l’isolamento, notifica da parte delle autorità sanitarie pubbliche locali, valutazione medica e prelievo di campioni ed esecuzione di test.
Le Regioni/PA e/o le aziende sanitarie in caso di riscontro di contatti ad alto rischio provvederanno a:
● avviare la sorveglianza attiva quotidiana dello stato di salute della persona esposta per i 42 giorni successivi all’esposizione;
● informare le persone circa la necessità di:
● adottare, nei 42 giorni successivi all’esposizione, le opportune cautele di carattere generale e le misure di igiene respiratoria;
● fornire l’elenco dei sintomi;
-Infezioni da hantavirus: aspetti epidemiologici, manifestazioni cliniche, diagnosi e terapia-
Gli hantavirus sono virus zoonotici a RNA appartenenti al genere Orthohantavirus (famiglia Hantaviridae, ordine Bunyavirales), diffusi a livello globale e responsabili di malattie potenzialmente gravi e letali. All’interno di questo genere sono state identificate oltre 20 specie virali. Il principale serbatoio è costituito dai roditori, dai quali il virus viene trasmesso alle persone soprattutto tramite inalazione di particelle contaminate provenienti da urina, feci o saliva, oppure attraverso il contatto con superfici contaminate. L’esposizione si verifica più frequentemente durante attività come la pulizia di ambienti infestati, ma può avvenire anche durante le attività quotidiane in aree ad alta presenza di roditori. I casi umani sono infatti più comuni in contesti rurali, come foreste, campi e fattorie. La distribuzione geografica delle diverse forme è distinta: nelle Americhe predominano le forme HPS (in Nord America soprattutto il virus Sin Nombre, in Sud America l’Orthohantavirus andesense), mentre in Europa e Asia prevale la HFRS. In queste ultime regioni non è stata documentata trasmissione interumana. Nonostante la trasmissione alle persone avvenga principalmente da animale a uomo, sono stati descritti rari casi di trasmissione interumana, limitati al virus Andes in contesti di contatto stretto e prolungato. Episodi di trasmissione secondaria, inclusi casi tra operatori sanitari, sono stati documentati ma rimangono eccezionali e sembrano più probabili nelle fasi iniziali della malattia. Le infezioni da hantavirus sono relativamente rare a livello globale, ma presentano una significativa letalità.
-Aggiornamento della situazione epidemiologica-
Il 2 maggio 2026 è stato segnalato all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) un focolaio di passeggeri affetti da gravi patologie respiratorie a bordo di una nave da crociera. Come riferito dall’OMS, in quel momento a bordo si trovavano 147 persone, tra passeggeri e membri dell’equipaggio, provenienti da 23 Paesi, mentre 34 tra passeggeri e membri dell’equipaggio risultavano sbarcati precedentemente presso l’Isola di Sant’Elena. All’11 maggio sono stati segnalati in totale nove casi, di cui tre decessi (tasso di letalità del 33%). Dei nove casi, sette sono stati confermati in laboratorio come infezioni da hantavirus, tutti identificati come virus Andes (ANDV) mentre gli altri due casi, non essendo al momento disponibile una diagnosi di laboratorio sono stati considerati casi probabili. Il caso indice ha sviluppato sintomi il 6 aprile 2026, la prima diagnosi di hantavirus è stata effettuata su un suo contatto stretto il giorno 26 aprile 2026. La prima diagnosi specifica di ANDV è stata effettuata il 2 maggio 2026 su un ulteriore caso correlato. L’evoluzione del focolaio con il continuo susseguirsi di nuove informazioni riguardo ai casi e ai contatti, la disponibilità limitata di evidenze relative alla trasmissione interumana del virus Andes, la scarsa frequenza di eventi di questo tipo a livello globale, hanno richiesto un aggiornamento continuo delle valutazioni del rischio e delle misure di sanità pubblica adottate a livello internazionale. Due voli di evacuazione medica, provenienti da Capo Verde, con a bordo tre passeggeri della nave, di cui 2 casi confermati sintomatici e un caso sospetto, sono atterrati nei Paesi Bassi il 6 e il 7 maggio 2026. All’8 maggio, quattro pazienti risultano ricoverati, uno in terapia intensiva a Johannesburg, in Sudafrica, due nei Paesi Bassi e uno a Zurigo, in Svizzera. Il caso sospetto è stato trasferito in Germania, dove è stato sottoposto sia al test PCR che a quello sierologico che sono risultati entrambi negativi per il virus Andes, pertanto, allo stato attuale, le autorità sanitarie tedesche e gli organismi internazionali non lo considerano più un caso. A livello internazionale è attualmente in corso il tracciamento dei contatti per i passeggeri sbarcati a Sant’Elena che sono stati contattati e invitati a monitorare autonomamente l’eventuale comparsa di sintomi. Inoltre, sono stati contattati anche i passeggeri che hanno condiviso con uno dei casi confermati il volo da Sant’Elena al Sudafrica e i passeggeri del volo dal Sudafrica ai Paesi Bassi sui cui lo stesso caso del volo si è imbarcato e sbarcato poco prima del decollo a causa della sintomatologia ingravescente. Il 6 maggio la nave da crociera ha lasciato Capo Verde, diretta alle Isole Canarie, in Spagna, dove ha attraccato in data 10 maggio 2026. Sono in corso ulteriori indagini sulla potenziale esposizione del primo caso e sulla fonte del focolaio, in collaborazione con le autorità di Argentina e Cile. Il focolaio viene gestito attraverso una risposta internazionale coordinata, che comprende indagini epidemiologiche approfondite, isolamento e gestione clinica dei casi, evacuazioni mediche, test di laboratorio e tracciamento e monitoraggio internazionale dei contatti.
-Valutazione del rischio a livello nazionale e azioni di coordinamento nazionale-
La Rete di esperti Dispatch per l’elaborazione di scenari di diffusione e di impatto sulla salute della popolazione e sui servizi sanitari e il “Gruppo di esperti per la definizione del funzionamento della rete nazionale dei laboratori pubblici umani e veterinari per l’individuazione precoce della circolazione di ceppi di virus influenzali a potenziale zoonotico” hanno concordato sulla valutazione del rischio proposta dall’ECDC ovvero che il rischio per la popolazione generale dell’UE/SEE sia molto basso. Il Ministero della Salute coordina le attività di monitoraggio, allerta e risposta al focolaio in corso assicurando il raccordo continuo tra il livello internazionale/europeo e il livello nazionale. Sul piano internazionale ed europeo, il Ministero partecipa ai meccanismi di coordinamento attivati, tra cui Organizzazione mondiale della sanità/Regolamenti sanitari internazionali (RSI), Sistema Europeo di Allerta e Risposta Rapida (EWRS), Comitato per la sicurezza sanitaria della Commissione Europea (Health Security Commitee), Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e Global Health Security Initiative, attraverso i quali riceve aggiornamenti epidemiologici, segue l’evoluzione dello scenario, verifica l’eventuale coinvolgimento di connazionali o di persone dirette in Italia, e acquisisce raccomandazioni tecniche e linee guida operative. A livello nazionale, il Ministero della salute ha fornito informativa Nazionale il 5 maggio 2026 anche attraverso gli aggiornamenti delle pagine web e attivato le reti di coordinamento nonché le attività di contact tracing dei passeggeri italiani presenti sul volo Johannesburg – Amsterdam il 25 aprile 2026. [Convocazione Gruppo di esperti per la definizione del funzionamento della rete nazionale dei laboratori pubblici umani e veterinari per l’individuazione precoce della circolazione di ceppi di virus influenzali a potenziale zoonotico] -> per una valutazione del rischio rappresentato dall’hantavirus Andes nella popolazione italiana. Il Gruppo di esperti è stato istituito nell’ambito dei lavori di implementazione del Piano strategico-operativo nazionale di preparazione e risposta a una pandemia influenzale (PanFlu) 2021-2023 con il duplice obiettivo di realizzare valutazioni del rischio microbiologico correlato alla circolazione di ceppi influenzali di origine zoonotica e di fornire indicazioni alla rete dei laboratori sulle strategie e sulle metodiche di analisi da adottare.
-Segnalazione di eventuali casi-
È in corso la definizione di una scheda dedicata nel sistema di segnalazione nazionale PREMAL. Nelle more della finalizzazione del processo le regioni che identificheranno eventuali casi sospetti, probabili e confermati sul territorio regionale dovranno inviare la segnalazione corredata da breve relazione epidemiologica al seguente indirizzo: coordinamento.contactracing@sanita.it

