Le Allergopatie e i comparti produttivi sono stati i protagonisti del Seminario valido per 4 crediti ECM tenutosi nella Sala Convegni dell’Ordine, in Via Po 134. L’ evento è stato organizzato dall’ Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Parma e l’Associazione Parmense dei Medici del Lavoro
- Dopo i saluti del Presidente Omceo di Parma,
Pierantonio Muzzetto sono intervenuti i due relatori della giornata: Erminia Ridolo, Professore Associato di Medicina Interna e Direttrice Scuola di Specializzazione Allergologia e Immunologia clinica dell’Università di Parma e Nicola Murgia, Professore associato di Medicina del lavoro e consulente senior presso l’Azienda sanitaria provinciale di Ferrara. L’iniziativa, intitolata “Allergopatie e comparti produttivi: Cause, quadri clinici, misure di prevenzione ed adempimenti medico-legali“ e moderata da Gian Paolo Ceda (Professore Ordinario di Medicina Interna e Responsabile Commissione Formazione e Aggiornamento OMCeO Parma) e da Francesco Saverio Renzulli (Presidente dell’Associazione Parmense dei Medici del Lavoro, Vice Presidente della CAM e socio della Società Italiana Di Medicina Del Lavoro), ha approfondito il tema delle allergopatie professionali all’interno di diversi settori: metalmeccanico, agricolo, alimentare e cleaners.
“Accogliamo, da sempre e con immenso piacere queste iniziative di approfondimento che coinvolgono tutti gli attori locali. È infatti importante che, nell’ambito della formazione post laurea, sia dato corso a quanto stabilito in tal senso dalla Legge istitutiva delle professioni sanitarie che riprende la legge Istitutiva degli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri (riportando alla legge 233 del 1946 e all’Atto regolamentare D.P.R n. 221/1950). – ha evidenziato il Presidente Muzzetto -. Si tratta di un evento importante, con analisi e aggiornamenti multidisciplinari”.

L’innovazione tecnologica e dei processi produttivi se da un lato porta progresso, dall’altro ci pone di fronte a nuove sfide cliniche, epidemiologiche e preventive. In particolare:
- Nuovi allergeni: Sostanze chimiche emergenti, nanomateriali e prodotti biologici, quali le biotecnologie, impongono nuove strategie di valutazione.
- Diagnosi precoce: La necessità di strumenti sempre più precisi per intercettare la patologia prima che diventi invalidante.
- Prevenzione mirata: L’importanza di progettare ambienti di lavoro “allergon-free” o a basso impatto, superando i vecchi schemi di protezione individuale.
Tutto questo perché le patologie allergiche occupazionali non rappresentano solo un costo in termini di salute per il lavoratore, ma hanno un forte impatto socio-economico sulle aziende e sul sistema sanitario nel suo complesso.
“Oggi mi concentrerò su due ambiti professionali, quello degli agricoltori e quello dei cosiddetti cleaners, ovvero gli addetti alle pulizie in sanità o negli uffici, scuole oppure in case private. Nell’ambito dell’agricoltura è necessario soffermarsi sulle cause di fitodermatite o sul Lepidotterismo. A Parma abbiamo assistito ad alcuni casi di reazione processionaria, ovvero una larva di un lepidottero che infesta i pini, le querce, eliminando dei peli orticanti che possono causare dei quadri pericolosi. Attenzione anche ad alcuni tipi di Imenotteri, gli insetti pungitori, come le nuove api o le nuove vespe. Sarà importante imparare a conoscere nel prossimo futuro le nuove modalità di somministrazione di adrenalina da usare come salvavita come quella intranasale oltre alle note intramuscolo. Importante e da non sottovalutare anche la tematica riguardante le varie polmoniti dell’agricoltore, in particolare la polmonite causata dall’aspergillus fumigatus, una tipologia di muffa – ha sottolineato la Professoressa Ridolo -. Per quanto riguarda invece il mondo dei cleaners è necessario mettere in relazione l’importanza tra la sensibilizzazione nel confronto di molecole con l’irritazione che possono dare altre molecole all’interno dello stesso prodotto. Queste molecole possono portare nel paziente sia sintomi di tipo cutaneo, sia di tipo respiratorio. In particolare, in alcune casistiche, anche alcuni prodotti che utilizziamo e considerati biologici, possono causare danni importanti alle vie respiratorie. Nel caso che ho appena citato ad essere colpite sono soprattutto le persone di sesso femminile, questo perché in questo settore le mansioni più pesanti vengono abitualmente svolte dalle donne. L’asma, per esempio, è una patologia che dopo lo sviluppo diventa una patologia ad alto impatto, soprattutto nella donna, con il rischio di perdere funzionalità respiratorie arrivate ad una certa età“.
“Sono molti i fattori di rischio di tipo allergico in due settori molto importanti per questo territorio, quello metalmeccanico e quello alimentare. Sono numerosi i vari rischi collegati alle attività e alle varie sostanze all’interno di queste tipologie di manifestazione, le più frequenti sono sicuramente quelle di tipo dermatologico e respiratorio, ovviamente con una eziologia di tipo allergico: asma bronchiale, rinite, dermatite allergica da contatto, l’orticaria e anche ovviamente l’anafilassi, tutte manifestazioni cliniche che possono comparire in relazione all’attività lavorativa svolta e quindi all’esposizione all’interno di un determinato luogo di lavoro. Esistono fortunatamente nozioni pratiche che i medici possono portare avanti e che risultato cruciali per quello che riguarda la gestione e la prevenzione di queste problematiche. Queste strategie sono attuabili sia all’interno degli ambulatori di medicina generale specialistica o di medicina del lavoro e quella di oggi è una grande occasione per approfondire queste pratiche e analizzarle, così che i medici di Parma possano sfruttarle al meglio” ha spiegato il Professor Murgia.

