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Inaugurata in via Po la nuova sede dell’Ordine dei medici. Coronata dal convegno sull’Intelligenza artificiale

 

CONVEGNO

L’AI NEL GOVERNO DELLA SALUTE: LA PROFESSIONE FRA ETICA, BIOETICA E BIODIRITTO – 16 – 17 GIUGNO 2023

E’ proprio vero che l’IA sia lontano dal pensare e che lo esterni in modo poco intelligente?  E dove si colloca la salute, la sua gestione e, in una riconquistata fiducia, la medicina al passo con la innovazione e col medico etico?

Per rispondere a queste domande Il 16 e 17 giugno 2023 l’Omceo Parma ha organizzato il convegno “L’AI nel governo della salute: la Professione fra etica, bioetica e biodiritto”, con esperti nazionali, componenti della Consulta Deontologica e del Comitato Nazionale di Bioetica, cercando di contribuire ad ipotizzare come rivalutare quei valori morali che sono alla base del vivere la salute e per la sua salvaguardia, attraverso i contributi di molti dei medici e di esperti in ambito giuridico, bioetico e sociale.

Oggi, gli algoritmi sono la cartina da tornasole dell’IA e i big data, impensabili per la loro enormità, fanno pensare che nella sfida epica fra big, Google e Microsoft & C, ci siano risposte tecnologiche e ultra-innovative ben occultate che, a detta di ben informati interni al sistema, siano andate ben oltre rispetto a quanto finora ci sia dato a vedere. Il tutto volano di crescenti dubbi.

Tutto ciò conferma ancor più come ogni nostro atto della quotidianità sempre più si fondi sull’utilizzo multiforme dell’intelligenza artificiale (AI), che ritma ogni momento delle relazioni al punto tale da indirizzarle se non proprio condizionarle.

Basti pensare ai social, all’impostazione dell’assistenza in era Covid, come pure alla soluzione di talune problematiche sociali, attraverso le Chatbot in ambito bancario o telefonico come pure nella richiesta di salute (con rimando all’esperienza anglosassone di Babylon Health).

Dunque, un sistema “vir-reale” (virtuale reso reale) d’assistenza al cittadino nella vita quotidiana a supporto delle necessità ordinarie o comuni, nelle biblioteche, nelle RSA o negli ospedali. Con manifeste tendenze, forse esagerate, in grado di sostituire l’”umano”. Esempio ne è il Robot – Monitor che, messaggero inanimato, porta proprio il messaggio audio-visivo del medico che da notizie al paziente, nell’ambito di cura con indicazioni specifiche, ad esempio, sull’assunzione di farmaci o come mezzo di comunicazione di diagnosi quale esito del percorso diagnostico soprattutto quando non sempre positivo. Facendo divenire personale l’impersonale.

Addirittura, oggi abbiamo ChatGPT 3 – 4 o Lambda che, per algoritmi ultra-evoluti, scrivono modelli di ricerca, lavori scientifici, citati come autori, o sono in grado di superare il test USME per professare la medicina in USA.

Il che apre la strada alla super IA e ne deriva il problema di come utilizzare, le grandissime quantità di dati immagazzinati, necessari per il funzionamento delle macchine evolute, creando preoccupazioni sulle modalità di acquisizione e dell’origine degli stessi, ponendo ulteriori perplessità sulla qualità e sull’attendibilità degli stessi, laddove acquisiti da Internet, che ne è la fonte primaria.

In ciò, mai dimentichi del fatto che, come dice Federico Faggin, inventore fra l’altro del microchip, il cervello più potente, l’uomo, non agisca in modo da porre in atto una rivoluzione cibernetica tale da vedere tradito il principio morale dell’utilizzo del mezzo informatico per il bene collettivo e non strumenti per meri fini personali e utilitaristici, certo, meno nobili.

Alla luce di tutto ciò, durante il convegno si è ritenuto opportuno ragionare sul tema di fondo per chi operi in ambito della salute: ovvero dove si collochi la salute, la sua gestione e, in una riconquistata fiducia, la medicina al passo con la innovazione e col medico etico.

 

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