La Fnomceo ha trasmesso la circolare del Ministero della Salute 34260-12/08/2025-dgsan-mds-p riguardante le misure di prevenzione e controllo del botulismo alimentare in seguito ai focolai segnalati in Italia nell’agosto 2025.
GLI ALLEGATI:
- Comunicazione Fnomceo numero 78
- Botulismo e sicurezza alimentare: indirizzi operativi
- Nota del Ministero – Misure di prevenzione e controllo del botulismo alimentare in seguito a focolai
Il botulismo alimentare è una grave sindrome neuro-paralitica dovuta all’ingestione delle tossine botuliniche preformate negli alimenti. Il consumo di piccolissime quantità (dell’ordine di 0.1 g) di alimenti contaminati con le tossine botuliniche può essere sufficiente per determinare la malattia ed addirittura potrebbe dimostrarsi fatale. A titolo di esempio, in occasione di un esteso focolaio di botulismo verificatosi nel 2006 negli Stati Uniti ed in Canada, la dose letale di succo di carota contaminato fu stimata in 5 microlitri. In conseguenza dell’alta pericolosità delle tossine botuliniche, che rappresentano per l’uomo il più potente veleno naturale e che potrebbero potenzialmente essere utilizzate anche come arma batteriologica, ogni caso di botulismo dovrebbe essere considerato come una potenziale emergenza per la salute pubblica. La corretta gestione di un caso, e ancor più di un focolaio, richiede pertanto l’azione sinergica di diverse figure professionali afferenti al SSN e di diverse Autorità competenti.
Per evitare che un incidente di botulismo (caso o focolaio) possa diventare una potenziale emergenza è essenziale che il sospetto diagnostico venga formulato e notificato il più precocemente possibile. La precoce diagnosi clinica può essere ostacolata da una bassa familiarità dei medici con la malattia (dovuta alla sua rarità) e dall’aspecificità di alcuni sintomi e segni clinici, soprattutto all’esordio. Pur tuttavia, un’accurata anamnesi, che comprenda anche la scrupolosa ricostruzione della storia alimentare dei giorni precedenti l’esordio sintomatologico e l’attento esame obiettivo del malato, possono essere altamente suggestivi per l’intossicazione botulinica. Infatti, nella maggior parte dei casi/focolai di botulismo in cui l’alimento viene poi identificato mediante analisi di laboratorio, la sua prima individuazione si colloca in fase anamnestica. Non di rado si sono verificate situazioni in cui il malato stesso è stato capace di identificare l’alimento contaminato portandolo con sé in pronto soccorso. Anche se questo flusso risulta molto veloce e spesso porta all’identificazione dell’alimento tossico, appare necessario che i medici ospedalieri coinvolgano tempestivamente il Dipartimento Prevenzione della ASL territorialmente (rispetto all’ospedale) competente per dare immediato avvio all’inchiesta epidemiologica e ad un’approfondita intervista dei malati e dei famigliari. Nel caso del botulismo la tempestività è essenziale sia per contenere il potenziale rischio di propagazione del focolaio, sia perché le condizioni cliniche del malato potrebbero impedire, nel caso comparisse disartria e/o insufficienza respiratoria, la raccolta di informazioni utili, in tempi brevi e certi.

