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“I giorni della ragione” – Editoriale del Presidente Muzzetto dopo gli accadimenti in Iran

In questi giorni, con profonda apprensione, assistiamo in tempo reale ai drammatici accadimenti in terra d’Iran, riguardante giovani e cittadini che protestano contro un regime dittatoriale uccisi brutalmente in piazza e, con più che in ipotesi, con condanna a morte dopo processi sommari. La crudeltà della repressione non ci lascia certamente indifferenti con una repulsa evidente verso questo come altri atti di esecrabile violenza che allontanano dalla pace.
È un continuo déjà vu di quanto è accaduto fino a quest’estate e in quest’autunno più che caldo, con il conflitto che ancora si perpetua in Medioriente sollecitando agli stessi ragionamenti che ci portano a spaziare in tutti i focolai di guerra aperti e che sono teatro di soprusi e di sofferenze anche contro i sanitari che ivi portano soccorso.
Ora come allora esprimiamo preoccupazione, assumendo una posizione di ferma critica e di chiara disapprovazione e condanna senza remore per le “atrocità causate in tutti i conflitti con varie motivazioni perpetrati” e da troppo tempo ignorati.
E la protervia dei potenti del mondo che sembrano impegnati in un Risiko giustificato dall’acquisizione di un potere personale e che deciderà i destini del mondo del prossimo futuro, in un gioco perverso che non lascia tranquilli anche per i possibili risvolti delle decisioni di interlocutori, sulla cui credibilità sorgono dubbi.
La nostra Istituzione ha come stella polare il comportamento etico, troppo spesso dimenticato, che non ha alcun colore che possa contraddistinguerlo, diverso da quel bianco, che è quello del nostro camice e che, nello spettro del visibile, include tutti i colori che lo compongono.
Per di più, rispecchia i valori dell’equità, eguaglianza, giustizia, e del rispetto dell’altro che accudiamo, in un sistema di assistenza e cura, indipendentemente da chi egli sia e da quale parte del mondo provenga. Lo esprime il primo degli articolo del nostro Codice sui doveri del medico, quello che, per mera opportunità politica, non si è avuto il coraggio di denominare Atto medico.
Al di fuori di ogni connotazione che non sia di solidarietà, comprensione e ferma condanna di ogni forma di violenza, si afferma con chiarezza la crescita della consapevolezza di condanna di ogni atto snaturato e ingiustificato, soprattutto, espressione di una inusitata violenza contro popolazioni inermi o cittadini che lottano per la libertà di espressione e di pensiero e per una vita libera in piena democrazia e, sempre in democrazia, per salvaguardare i propri territori.
Ciò, col ribadire con altrettanta chiarezza di essere sostenitori e portatori di pace con un’espressa condanna di ogni forma ulteriore di violenta repressione dei diritti umani fondamentali e inviolabili, esprimendo in modo chiaro il sostegno e la piena solidarietà a chi, con coraggio e in modo pacifico, li difende.
Portati a sollecitare nelle nostre sedi ogni azione che miri a riportare l’ordine internazionale nel rispetto dei valori fondamentali dell’essere umano, che si esplicitano nel rispetto dell’umanità e della vita di ogni essere umano ancor più quando la violenza è rivolta verso medici e sanitari il cui compito principale è offrire conforto e portare soccorsi ai più deboli quelle popolazioni indifese e così profondamente colpite.
Ora come allora, i medici parmigiani rinnovano la vicinanza alle popolazioni in lotta per la libertà e “dicono basta” alla condotta di certa politica che si limita a mere parole e azioni di circostanza, o a dividere coloro che operano per essa, agendo nell’unità d’intenti.
Occorre, infatti, proseguire nel solco della collaborazione e nell’obiettivo ultimo che quella pace di cui, malauguratamente, non tutti parlano debba essere dicendolo con le parole del Santo Padre, davvero “disarmata e disarmante”; fondata sulla volontà di unire e non di dividere chi si adoperi per il suo raggiungimento.
Offuscati, magari, da logiche che sono ben lontane dall’obiettivo, col giustificare per logiche di parte chi procuri la morte di innocenti, così come avviene in questi giorni in altre latitudini anche se non troppo lontano da noi, lasciando che il pensiero vaghi positivamente nei giorni delle ragione.

 

Il Presidente

Pierantonio Muzzetto

 

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