Riceviamo dall’ISDE (Associazione Medici per l’Ambiente) Nazionale e riportiamo questi aggiornamenti importanti sull’inquinamento della nostra città, quartiere per quartiere. Questi dati sono stati ottenuti all’interno del Progetto “CAMBIAMO ARIA. Salute e inquinamento atmosferico nelle città italiane”.
“La Salute è ormai One Health, la natura rappresenta un tassello fondamentale. Data l’importanza della Planetary Health e coscienti che la tutela del nostro pianeta, a livello locale e globale, è anche nelle mani di ogni singolo medico, riteniamo doveroso riportare questi importanti studi” ha sottolineato il Presidente dell’Omceo di Parma, Pierantonio Muzzetto. L’inquinamento atmosferico è oggi il principale rischio ambientale per la salute, in Europa e in Italia. È associato a un aumento di patologie respiratorie, cardiovascolari, metaboliche e neurologiche, con effetti negativi anche sulla salute riproduttiva e sullo sviluppo infantile. Nonostante una generale tendenza al miglioramento della qualità dell’aria, documentato dall’Agenzia per l’Ambiente europea, nell’UE sono ancora più di 180.000 i decessi dovuti all’inquinamento atmosferico, ma vi è una notevole differenza fra stati. Il calo dei decessi prematuri attribuibili alle polveri sottili nei paesi europei nel periodo 2005-2023, è del 94% in Svezia, 68% in Germania ma solamente 43% in Italia. Nel nostro Paese l’inquinamento atmosferico continua quindi a rappresentare un’emergenza sanitaria e ambientale.
I monitoraggi ARPA su Parma hanno evidenziato come, già nei primi mesi dell’anno, alcuni parametri relativi agli inquinanti fossero più elevati rispetto a quelli previsti dalla Direttiva europea sulla qualità dell’aria n.2024/2881, che entrerà in vigore nel 2030. Recentemente si è inoltre chiuso lo studio analitico “CAMBIAMO ARIA. Salute e inquinamento atmosferico nelle città italiane” promosso da ISDE, KyotoClub e Clean Cities, che ha esaminato per un anno i dati giornalieri sull’inquinamento da PM10, PM2,5 e NO2 rilevati dalle stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria gestite dalle ARPA/APPA in 27 città italiane. Tali valori sono stati confrontati con i limiti della nuova Direttiva europea e con quelli indicati nelle Linee Guida 2021 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Inoltre, sono state calcolate le stime delle morti per malattie attribuibili ad esposizione all’inquinamento da PM2,5 nelle 27 città analizzate: sulla base dei dati di popolazione e inquinamento si stimano 6.731 morti premature, circa l’8% della mortalità non traumatica nella popolazione adulta. La situazione italiana si caratterizza per un maggior coinvolgimento delle città situate nella Pianura Padana, ma anche di città portuali come Napoli, Genova, Palermo. L’analisi mostra un quadro ancora fortemente critico: nonostante lievi miglioramenti in alcuni contesti, l’esposizione cronica della popolazione urbana a livelli elevati di inquinanti nocivi rimane diffusa e largamente incompatibile con la tutela della salute pubblica.
Gli studi sui dati di Parma relativi a due centraline, ovvero Parma Cittadella (fondo) e Parma Montebello (traffico), hanno portato Isde ad affermare che:
In riferimento alla normativa attuale ->
• La media annuale di PM2,5, PM10 e NO2 è nei limiti, così come il numero di giorni di “sforamento” per le PM10.
In riferimento alla normativa in vigore dal 2030 ->
•La media annuale è sopra i valori massimi per PM10, PM2,5 e NO2 (www.isde.it)
• Il numero di giorni in cui vi è stato un eccesso dei singoli inquinanti (previsto al massimo in 18 all’anno) è nettamente aumentato per PM 2,5 con 65 giorni, per PM10 con 46 giorni, mentre per NO2 non vi è stato alcun superamento.
La situazione dell’ inquinamento dell’ aria a Parma è particolarmente legata alle polveri. I limiti della direttiva europea sono comunque superiori a quelli raccomandati dall’ OMS nel 2021. C’è una correlazione diretta tra concentrazione degli inquinanti e danno per la salute, e che, quindi, ad una riduzione dell’inquinamento si accompagna in tempi relativamente brevi una riduzione della mortalità e dei ricoveri per malattie cardiorespiratorie e per tumore del polmone. Come Medici si ritiene indispensabile che vengano adottati al più presto i nuovi limiti previsti dalla Direttiva europea dal 2030. Sono quindi necessarie misure più incisive che portino ad una riduzione importante delle combustioni fossili in ogni ambito.
ISDE chiede quindi alle Amministrazioni comunali di promuovere tutte le iniziative volte a
• una riduzione decisa del traffico motorizzato privato, con l’introduzione di zone a basse emissioni, zone 30 km/h, ecc., il potenziamento del trasporto pubblico locale, la promozione della mobilità attiva, lo sviluppo della mobilità condivisa con mezzi non inquinanti, l’utilizzo di veicoli privati a zero emissioni;
• l’elettrificazione delle banchine dei porti;
• Interventi strutturali sul riscaldamento degli edifici, attraverso l’efficientamento energetico, la sostituzione degli impianti più inquinanti, l’elettrificazione e l’uso di fonti rinnovabili, nonché favorendo l’eliminazione del riscaldamento a biomasse;
• potenziare il verde urbano – aumentando alberature, parchi e infrastrutture verdi diffuse – per contribuire a ridurre le concentrazioni di inquinanti nocivi e mitigare le isole di calore.
LE TABELLE DEDICATE AI QUARTIERI DI PARMA:

GLI ALLEGATI:

