L’“Appropriatezza certificativa nella pratica quotidiana del MMG: profili pratici, deontologici e legali” è stata la tematica al centro del Workshop, valido per 2.8 crediti ECM, tenutosi nella Sala Convegni dell’Ordine, in Via Po 134. L’ evento, aperto ai Medici di Medicina Generale e a tutte le specialità mediche, è nato grazie all’intesa collaborativa tra Ausl di Parma e Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Parma. Certificare è un atto medico a tutti gli effetti, sotto il profilo deontologico, medico-legale e giuridico. L’evento è nato per offrire strumenti concreti, casi pratici e criteri operativi per aiutare i colleghi presenti a distinguere ciò che è certificabile da ciò che non lo è, riducendo il rischio di errori formali e sostanziali, in particolare alla luce delle recenti disposizioni in ambito governativo.
Dopo i saluti del Presidente Omceo di Parma, Pierantonio Muzzetto, sono intervenuti:
- Il Dottor Marco Barboso – Direttore U.O. Medicina Legale AUSL Parma
- Il Dottor Angelo Crapisi – Dirigente Medico Legale AUSL Parma
- La Dottoressa Fulvia Francesca Fuciarelli – Responsabile Medico Legale INPS Parma
- L’Avvocato Francesca Ghetti – Avvocato Giuslavorista – Cassazionista Parma
- Il Dottor Francesco Saverio Renzulli – Medico del Lavoro Parma
- Il Dottor Alberto Ricci – Medico Legale INAIL Parma
- Il Dottor Mario Scali – MMG – Vice Presidente OMCEO Parma
- Il Dottor Faissal Choroma – Responsabile Scientifico
“Questa di oggi è l’occasione per iniziare a mettere il punto su alcuni argomenti che sono importanti e lo facciamo qui, nella nostra Casa del Medico: è l’inizio un ulteriore insieme di attività che attueremo in collaborazione con le Aziende. La certificazione è una responsabilità del medico. Certificare significa rispondere a quello che è il dettato disciplinare e deontologico ed è quindi un’attività primaria e non delegabile” ha evidenziato il Presidente Muzzetto.
Il Vice Presidente Scali ha così introdotto l’iniziativa: “La certificazione ha una valenza medico-legale. Quindi qualunque medico è tenuto al rispetto deontologico, ma anche di legge, della certificazione. Nel caso del medico di famiglia, del medico di medicina generale, questo è ancora più cogente: noi spesso siamo il collettore di varie certificazioni per varie situazioni. Il punto nodale è anche far capire ai cittadini, ai pazienti, che non è un semplice modulo, non è un semplice foglio di carta“.
“Non solo la clinica e la diagnostica, come medici di Medicina Generale non dobbiamo mai dimenticarci l’importanza della certificazione, un atto medico di grande valore – ha poi aggiunto il Responsabile scientifico dell’evento, il Dottor Choroma -. I medici di ogni età devono analizzare in profondità l’argomento, quella odierna è un’ottima occasione di aggiornamento e siamo onorati di farla qui, nella Casa del Medico“.
“La parte certificativa a fini medico legali è normalmente compilabile da un medico curante per le prestazioni che vengono erogate dal nostro servizio di Medicina Legale dell’USL. L’invalidità civile invece è in parte fatta da noi, poi è verificata dall’INPS. Abbiamo poi le altre certificazioni riguardanti le patenti di guida, il porto d’armi, la parte necroscopica. Il medico curante fondamentalmente può essere chiamato a erigere dei certificati di vario genere, sia a scopo informativo, sia a scopo legale – ha sottolineato il direttore Barboso -. Credo che sia molto importante la comunicazione tra: Medicina Legale, Enti Pubblici, Medicina Generale e tutti gli altri nostri colleghi. L’obiettivo deve essere finalizzare il nostro lavoro ad un’integrazione omogenea per dare il miglior servizio possibile ai cittadini e non creare burocrazia inutile, evitando di allungare i tempi di attesa“.
“La certificazione medica è una delle attività più frequenti che tutti i medici sono chiamati a compiere. È un’attività all’apparenza semplice, ma ha degli importanti risvolti deontologici, penali e anche nel rapporto medico-paziente – ha rimarcato il Dottor Crapisi -. Incontri come questo sono preziosi perché permettono di analizzare temi come questo sotto il profilo pratico e multidisciplinare e si può avere un confronto con gli altri colleghi per approfondire le loro esigenze o eventuali loro difficoltà riscontrate nella pratica quotidiana“.
“Quello della certificazione di malattia è un argomento di grande concretezza affrontato quotidianamente da noi medici, per questo è fondamentale tenere monitorate tutte le novità legate a questa tematica e anche alcune eventuali criticità – queste le parole della Dottoressa Fuciarelli -. Attenzione, ad esempio, alla nuova riforma della disabilità, che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2027: il ruolo del Medico di base sarà cardine“.
“La certificazione è un documento che lega medico-paziente, e non solo, collega anche medico-paziente e il resto dei cittadini, questo perché ha un impatto sociale sulle previdenze economiche, sulle previdenze assicurative e sui rapporti di lavoro. Va redatta nei limiti di segretezza ma questo rischia anche di creare una barriera tra datore di lavoro e lavoratore – ha raccontato l’Avvocato Ghetti -. Creare un ponte di dialogo tra medico del paziente e medico aziendale è utile al fine di attuare i cosiddetti accomodamenti ragionevoli all’interno dell’ambiente lavorativo, cioè quell’insieme di tutele che a fronte di una patologia, permettano comunque l’esplicazione del proprio lavoro“.
“Esiste e deve esistere un ponte tra il medico di medicina generale e il medico del lavoro, mantenendo però ferme le competenze di ognuno. È quindi certamente nodale il dialogo tra queste due figure, non dimentichiamoci infatti il messaggio cruciale che ci lascia il nostro Codice Deontologico relativo all’importanza del rapporto di colleganza; tuttavia, ogni medico deve sapere quale è il suo posto e quello che può fare: il medico di medicina generale si occupa della parte clinica, il medico del lavoro si occupa dell’idoneità alla mansione specifica che è un aspetto diverso e ha delle implicazioni differenti dal punto di vista giuridico – ha specificato il Dottor Renzulli -. Una parte incide infatti sul danno non patrimoniale e l’altra parte, quella del medico del lavoro, interviene sul danno patrimoniale che è il cosiddetto lucro cessante. Occorre trovare unione tra le due parti ma senza per questo avere come risultato delle certificazioni che risultino indebite“.
Il Dottor Ricci ha parlato di infortuni e malattie professionali e di come devono essere redatti da parte del medico i certificati in questi casi, ricordando ai presenti che cosa rappresenta e come funziona l’Ente INAIL.


