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Giubileo dei Sanitari 2025 – Il Vescovo Solmi: “Il primo atto del Giubileo parte da un’umiltà vera, che significa il riconoscimento a Dio dei doni che lui ci ha dato, della vita, dell’intelligenza, della capacità di curare”

Ha avuto luogo stamattina, tra le vie del centro con la processione e infine all’interno del Duomo con la Santa Messa, il Giubileo dei Sanitari 2025, promosso dall’Associazione medici cattolici italiani (sezione «Giancarlo Rastelli» di Parma).


I fedeli del mondo sanitario parmigiano, insieme ad alcune autorità, si sono riuniti in Piazzale dei Servi, davanti alla fondazione Don Gnocchi, luogo dove S.E. Mons. Enrico Solmi, il Vescovo della città, ha aperto la processione e il cammino verso la Cattedrale, pronunciando queste parole:

Ogni Giubileo parte dalla coscienza di avere bisogno di essere guardati con l’amore dal Signore e di essere fatti oggetto della sua misericordia. C’è una fragilità che è insita dentro di noi, e che a volte diventa colpevole, perché sentiamo la nostra fragilità pesare sopra la nostra vita. Il Giubileo inizia nella Bibbia, nel giorno del Kippur, giorno nel quale il popolo scarica sopra un capro, che viene portato nel deserto, i propri peccati. Ne è consapevole e invoca la misericordia del Signore. Il primo atto del Giubileo quindi parte da un’umiltà vera, che significa il riconoscimento a Dio dei doni che lui ci ha dato, della vita, dell’intelligenza, della capacità di curare, e nello stesso tempo di avvertire la nostra fragilità e la nostra debolezza. Questo lo facciamo dopo aver ascoltato il Vangelo di Matteo, in cui si parla della presenza del Signore che bussa insistentemente alla nostra porta, arrivando poi al cuore delle persone fragili, delle persone più dimenticate. Lasciamo aperta allora la porta alla misericordia del Signore, a quanto lui vuole dirci e darci in questo breve pellegrinaggio, che vi espone davanti alle persone che incontreremo. Quelle persone che dicono: “ma quello è il mio medico curante, quello l’ho visto, quello è dietro a una croce”. Tutto questo testimonia la propria fede. Non è un caso che oggi la mia stola sia rossa, perché oggi celebriamo anche un martire dei martiri che hanno dato la vita in Oriente. Questa testimonianza, questo martirio, lo vogliamo vedere anche noi, con un atteggiamento umile, composto, sereno, ma nello stesso tempo anche fiero di andare dietro alla croce del Signore.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il cammino dei fedeli verso il Duomo ha rappresentato il pellegrinaggio, elemento fondamentale di ogni evento giubilare. Mettersi in cammino, ricercare il senso della vita, favorire la riscoperta del valore del silenzio, della fatica, e dell’essenzialità.

Dalle ore 11 è poi iniziata la Santa Messa. Tra canti e preghiere la città ha così potuto vivere un momento speciale di vita cristiana comunitaria.

La cerimonia si è conclusa con una preghiera dedicata al Dottor Giancarlo Rastelli cardiochirurgo formatosi all’Università di Parma, inventore delle tecniche Rastelli 1 e Rastelli 2, usate ancora per migliaia di casi di bambini con problemi cardiaci:

Signore mite e umile di cuore all’unisono il tuo cuore ha battuto con il discepolo amato nell’ultima cena  e sulla madre e le donne doloranti tracimava di acqua e sangue dalla croce acqua del Battesimo, sangue dell’Eucarestia  hanno generato e dato vigore al Servo di Dio Dottor Giancarlo Rastelli  per curare cuori malati perchè tornassero a  battere sicuri e crescere uomini dal cuore grande.
Ti preghiamo per il tuo Sacro Cuore, o Signore perchè donne e uomini abbiano un cuore grande come il Servo di Dio Dottor Giancarlo Rastelli, guaritori guariti da ogni egoismo, esperti di cure siano pieni della carità che in Lui rifulse.
Ti preghiamo di concederci questa grazia per chi cerca speranza, conforto, salute: batta ancora il suo cuore in una vita sanata sia fidente il suo viaggio nella malattia, con il provvido sorriso di Giancarlo, medico per amore.
AMEN

 

 

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