La Sala Convegni della sede dell’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Parma, in via Po 134, ha ospitato un incontro dell’AMMI (Associazione Mogli Medici Italiani), sezione di Parma. “Empatia, capacità di ascolto e comunicazione” è stato il titolo dell’evento, durante il quale sono state trattate tematiche quantomai urgenti in un mondo sempre più dominato dalla tecnologia e dall’intelligenza artificiale, anche in ambito sanitario. Dopo i saluti di Adele Quintavalla, Presidente dell’AMMI di Parma, ha introdotto l’iniziativa Pierantonio Muzzetto, Presidente dell’ordine del Medici Chirurghi e Odontoiatri di Parma. La relazione è stata tenuta da Vittorio Gallese, Professore di Neuropsicologia e Neuroscienze Cognitive e Direttore del Laboratorio di Neuroscienze Cognitive Sociali del nostro Ateneo e neuroscienziato di fama internazionale. Oltre ai numerosi premi e tante pubblicazioni, Gallese (della scuola di Giacomo Rizzolati) è stato una figura cruciale per le ricerche sui neuroni specchio, sul meccanismo di risonanza visuo-tattile nell’uomo e ha elaborato un modello neuro scientifico dell’Inter soggettività, denominato “simulazione incartata”.

“Come nella famosa opera di Picasso: scienza e carità devono andare di pari passo. Quello che come deontologi proviamo a fare è insegnare cosa comunicare, perché e come comunicarlo – ha sottolineato il Presidente Muzzetto -. Siamo in un’epoca dove purtroppo si è persa la figura dell’umiltà. Curare bene significa curare bene l’altro in un rapporto umano e umanizzato. L’asimmetria tra medico e paziente esisterà sempre, ma non si deve mai scadere nella presunzione del sapere, dobbiamo uscire dall’esaurimento intrusivo della scienza. Occorre investire in una Sanità che sia di ricerca e di cura, dove il punto di contatto è l’Etica. Dobbiamo metterci nella condizione di riportare in alto i valori della nostra medicina, che non sono e non devono mai essere considerati decadenti. Questo è uno sforzo che dovremmo fare con l’aiuto di tutti, anche a livello accademico, per il bene di ciascun cittadino. Se ben agito e ben consulto, il Codice Deontologico potrebbe ancora essere oggi un esempio, una fucina non solo di idee ma anche un insegnante di comportamento per una medicina nuova, umana e umanizzata. Il paziente non è mai solo un paziente, è una persona assistita“.
“L’empatia e la capacità di ascolto rendono più efficaci le cure. Credo che occuparsi di neuroscienze cognitive, partendo da una prospettiva medica, sia un valore aggiunto. La tendenza odierna è quella di pensare il cervello come la scatola delle meraviglie algoritmiche, siamo in un’epoca in cui studiano il cervello professionisti come computer scientists, scienziati cognitivi e si rischia così di perdere l’aspetto fondamentale del cervello, ovvero quello di essere una parte del corpo – ha poi evidenziato il Prof. Gallese durante il suo intervento -. Ai miei studenti evidenzio sempre un aspetto di grande rilievo, ovvero che esiste una simmetria medico-paziente. Essa non è è soltanto la sana simmetria legata al fatto che il medico che è lì per curarti deve possedere delle competenze che necessariamente il paziente non ha, ma questo rapporto è anche una relazione di potere. Ci sono casi in cui siamo pazienti e bramiamo di avere notizie sulla nostra condizione, vorremmo sapere come sono andati gli esami, quando ci dimetteranno e alla fine non riceviamo queste notizie, oppure veniamo approcciati con un fare sbrigativo dal nostro medico, che sembra dirci non mi scocciare, io ti curo e poi ho finito il mio lavoro. Chiaramente questi episodi hanno un impatto psicologico profondo su di noi e sappiamo che la psicologia e il corpo sono due facce della stessa medaglia. Una delle parole chiave dei nostri tempi è accelerazione, che in certi aspetti può essere positiva, ma che in molti altri sicuramente non lo è. Oggigiorno siamo inoltre d’innanzi ad un impatto gigantesco delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale, che non sono assolutamente parte del curriculum con cui noi formiamo i nuovi medici. Il rischio verso cui stiamo andando è di una medicina sempre più efficace, sempre più tecnologica, ma sempre più disumanizzata, in cui il medico rischia di diventare un operatore di algoritmi, di robot, muovendo dei joystick, e in cui la relazione interumana, uno degli aspetti fondamentali e caratterizzanti della nostra specie, viene a diluirsi sempre di più. Il mondo umano è un universo di relazioni, non dobbiamo dimenticarlo mai“.

“Il tema nazionale è un momento importante, da ben 55 anni siamo sempre più unite con la classe medica e supportiamo Parma con attività ed eventi di approfondimento e conoscenza, a tutela della salute delle persone. Ringraziamo l’Omceo di Parma per il supporto e la grande vicinanza che ci lega da ormai molto tempo” ha infine concluso la Presidente Ammi Parma, Adele Quintavalla, che ha anche elencato le molteplici iniziative promosse dall’associazione, a partire dal restauro dello Statuto dei medici del 1440 e conservato in Palatina.


ALLEGATO:

