Attività ordine

Comunicato Omceo Parma a cura della Presidenza: “Parlare poco ed agire assai”

“Parlare poco ed agire assai”

Ancora un episodio di violenza che indigna e non lascia indifferenti. Quando la sera dello scorso sabato 20 giugno, al Cau (Centro di assistenza e urgenza) dell’ospedale Maggiore cittadino, uno straniero con una grossa ferita da taglio ad una mano si è presentato dal medico di turno chiedendo di essere curato.
Le foto di cronaca hanno fatto sospettare il peggio e, pur grave, la situazione è degenerata alle “sole intemperanze” facendo parlare di tentata violenza, in assenza di più gravi conseguenze, senza sminuire, però, il valore dell’accadimento.
È l’ennesimo caso all’interno degli ospedali e nel nostro territorio fonte di insicurezza generalizzata che si deve doverosamente contrastare con interventi mirati.
Ciò conferma il giudizio espresso fin dal 2018-19 sullo stato della Guardia medica, da un punto di vista organizzativo e strutturale, da cui la garanzia a porvi rimedio da parte delle istituzioni sanitarie. Se ne parlò diffusamente nell’apposito Convegno in strada al Ponte Caprazucca annoverando le istituzioni sanitarie provinciali, la CSST coi sindaci capidistretto, le Direzioni delle Aziende Sanitarie, la presidenza della Provincia, e la Responsabile del servizio Prevenzione e sanità pubblica RER, oltre ad esponente autorevole della magistratura locale.
Alla base di tutto vi furono i dati dell’indagine condotta dalla Commissione OMCeO “giovani medici” sulla Guardia medica provinciale con un documento presentato in quel convegno tematico, successivamente portato all’attenzione nazionale in quello di Venezia).
In cui dati sulla violenza venivano correlati alle gravi problematiche della continuità assistenziale, alle carenze strutturali e organizzative, direttamente incidenti sulla sicurezza professionale, particolarmente evidente nelle sedi decentrate, identificando al contempo le priorità d’intervento.
La disarmonia economica è emersa quale fattore determinate per la disparità delle risorse stanziate nella nostra provincia, ancor oggi evidenziata dalle limitazioni degli emolumenti in guardia medica nostrana: ne è ulteriore conferma la diversità delle risorse stanziate storicamente in RER per Parma sanitaria.

I FATTI

La sera dello scorso sabato 20 giugno, al Cau (Centro di assistenza e urgenza) dell’ospedale Maggiore cittadino, uno straniero con una grossa ferita da taglio ad una mano si è presentato dal medico di turno chiedendo di essere curato. La situazione è degenerata quando il dottore ha spiegato che era necessario l’intervento dei medici del pronto soccorso. Il ferito (sulle cui stato comportamentale non ci sono ancora notizie certe) è diventato minaccioso, costringendo il medico a barricarsi nell’ambulatorio e a chiamare le forze dell’ordine, mentre l’uomo, preso da un raptus di rabbia, si è accanito sulla porta, imbrattando di sangue il pavimento e le mura del Maggiore. È l’ennesimo caso di insulti, minacce e aggressività all’interno degli ospedali del nostro territorio, con una continua alea di insicurezza generalizzata.

PRESENTAZIONE DEL CONVEGNO OMCEO PARMA DEL 25 GENNAIO 2019 “La sicurezza degli operatori e delle sedi di continuità aziendale, le proposte di Parma”, tenutosi nella Sala Convegni Upi Strada al Ponte Caprazzucca – UN LAVORO PROFONDO CHE L’OMCEO DI PARMA CONTINUA A PORTARE AVANTI DA TANTI ANNI, PER SCONFIGGERE PROBLEMATICHE ANCORA TROPPO PRESENTI

Il convegno “La sicurezza degli operatori e delle sedi di continuità aziendale, le proposte di Parma”, tenutosi nella Sala Convegni Upi, in Strada al Ponte Caprazzucca – sala che fu gentilmente concessa dall’Unione parmense degli Industriali – coinvolse la Federazione Medica Nazionale, con l’esigenza di intervenire efficacemente in una situazione gravosa, quanto drammatica, in cui versava già a quei tempi la continuità assistenziale. I vertici dell’Omceo parmigiana proposero e parlarono di soluzioni concrete già ai tempi, nell’ambito di una interlocuzione continua, con l’allora Direzione Generale delle Aziende Sanitarie, con l’allora Sindaco nella duplice veste di Presidente della Conferenza Sociale Sanitaria. Durante l’iniziativa del gennaio 2019 si approfondirono proprio questi argomenti. Presenziarono i vertici nazionali della Fnomceo e la Responsabile regionale della continuità assistenziale. Si misero in evidenza quelli che in quel momento erano già dei dati importanti, oggettivamente valutati, frutto di un’indagine interna. Furono inoltre coinvolti vari Sindaci, Presidenti di distretto, che interloquirono costruttivamente con l’Ordine in quel primo importante Convegno e anche successivamente. Insieme al Presidente Nazionale e il Segretario Nazionale della Fnomceo vennero portati alla luce dati di estrema importanza, riguardanti quello che era lo stato di criticità del sistema e, attraverso un atteggiamento costruttivo, si indicarono quelli che erano i punti su cui poter intervenire, fuori da ogni discussione meramente accademica. Ancora oggi, riemergono gli stessi problemi, ed è urgente trovare soluzioni efficaci, soprattutto alla luce dell’accresciuta violenza che registriamo quotidianamente in ambito sanitario. Come pure, le risposte che oggi arrivano dalle istituzioni sono da valutare e da analizzare con maggiore attenzione. Le conclusioni di quel fondamentale incontro del gennaio 2019 erano da promuovere al fine di permettere al medico di CA di operare in maggiore sicurezza proposte, dopo l’analisi della fotografia di tutte le sedi dei Guardia medica della Provincia. Questo fu l’elenco delle proposte finali di quel 25 gennaio di sette anni fa:
•Presenza di personale di sostegno sia in ambulatorio che durante visite domiciliari. Messa in sicurezza delle sedi di CA tramite adeguati presidi.
•Adeguato rapporto numerico medici-utenti.
•Eventuale collaborazione con le Forze dell’Ordine.
•<<Revisione>> delle attivazioni 118.

Concetti ribaditi nelle bozze di Codice Deontologico proposto lo scorso anno alla Federazione Nazionale ed elementi che ribadiremo ancora nel prossimo “domani”, all’atto dell’ipotetica presentazione della bozza nel 2027, costruita federativamente, sulla bozza consegnata alla Federazione dalla vera consulta operante fra le difficoltà interpretative romane. Fu coinvolta la Conferenza Territoriale Socio Sanitaria (CTSS), per i motivi ben spiegati nell’abstract della locandina dell’incontro, che citiamo testualmente: valutando un’azione comune, forti del convincimento che gli eventi luttuosi di questi anni ci impongono non solo una seria presa di coscienza, ma anche l’obbligo di prendere iniziative atte a tutelare l’integrità, il decoro e l’autonomia decisionale dei professionisti, che non possono essere ricattati o intimoriti durante l’espletamento del proprio compito. Nei dati da noi analizzati ai tempi del convegno, dopo la raccolta di questionari anonimi di medici di guardia medica, in circa un quarto dei casi c’erano dei difetti importanti, strutturali, organizzativi e delle difficoltà oggettive nelle logistiche poco oculate. In quegli anni, anche con il concorso del Comune del capoluogo si portarono avanti tutta una serie di interventi (ricordiamo, ad esempio, gli stretti rapporti di lavoro con l’allora sindaco di Sala Baganza, Aldo Spina a nome di quattro distretti provinciali). In quei mesi, durante le numerose iniziative già citate, si ottennero conseguenze positive, senza istituire tanti tavoli. Bensì si mise in piedi un controllo rapido, come è successo anche nel periodo del Covid, in cui lavorò una commissione efficiente, coordinata dalla Prefettura di poche persone che intervennero puntualmente per il bene della città. Senza clamori ma con forte positività quando Parma fu epicentro pandemico e in cui il nostro Ordine, senza schiamazzi e pubblicità, fu costantemente presente e attivo. Proprio questi aspetti e tasselli essenziali sono stati dimenticati dalla nostra città, troppo impegnata nell’equilibrismo politico e non nel riconoscimento effettivo dei fatti e dei meriti. È con questa logica che si porta a conoscenza del lavoro continuo che il mondo medico parmense porta avanti; dell’impegno che continua e sta continuando, con i limiti dovuti alla nostra tipologia di Istituzione, in un confronto costante con le altre Istituzioni. L’obiettivo è l’esercizio della moral suasion che contraddistingue questo ente storico, perché in tutto questo lungo arco di tempo si è vigilato, si è agito ma, a quanto pare, ci sono ancora degli elementi di criticità che devono essere assolutamente valutati e gestiti col concorso degli esperti e degli operatori “diretti”. Guardiamo, pertanto, con attenzione al recente l’incontro tra il Direttore delle Aziende Sanitarie con i rappresentanti della Guardia medica: tavolo di lavoro che ha promosso un presidio fisso che sarà predisposto con il servizio di vigilanza privata ma che, da solo, non è ancora sufficiente, pur essendo un possibile buon inizio.

Il Presidente

Pierantonio Muzzetto

Condividi articolo